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La Scuola di Disegno

Strettamente intrecciata con le vicende artistiche faentine, la storia di questo istituto palesa in maniera significativa uno spaccato degli orientamenti di gusto e di stile del loro avvicendarsi, sì da costituire un momento chiave per la comprensione della storia culturale e artistica della città.

All'inizio la stretta relazione fisica e istituzionale con le raccolte artistiche nello stesso edificio del Liceo Dipartimentale sottolinea in maniera inequivocabile l'indirizzo di stampo .accademico impresso alla Scuola di Disegno fin dall'epoca della sua istituzione; né altrimenti poteva essere, vista la premessa della formazione culturale dei promotori dell'iniziativa - l'ambiente dei Laderchi e soprattutto il pittore Felice Giani -, poi gli indirizzi della direzione di Giuseppe Zauli (1801-1822) che dava un'impronta accademica avviando i giovani alla conoscenza delle tecniche e alla pratica del disegno con l'esercizio di copie da gessi e stampe, e la realizzazione di incisioni all'acquaforte.

Tali indirizzi segnarono la storia della scuola per diversi decenni sotto la direzione di Pasquale Saviotti (1822-1830), poi di Giuseppe Marri (1830-1849) quando assunse il nome di Scuola di Disegno e di Incisione; seguirono Achille Farina (1852-1864) quando fu trasformata in Scuola di Disegno e Pittura, e Girolamo Conti (1864-1878).

Un cambiamento di rotta si ebbe nel 1876, all'indomani della prima esposizione faentina del 1875, che allineava anche l'ambiente locale al dibattito europeo sulle arts and crafts, quando si auspicò che esse tornassero ad assumere la dignità che loro competeva. È del 1876 infatti la proposta del conte Giuseppe Pasolini Zanelli di istituire a Faenza una scuola di disegno e plastica per gli operai a supporto delle attività tipiche del territorio, e del 1878 la trasformazione della Scuola di Disegno in Scuola di Disegno e Plastica per gli operai con la successiva approvazione da parte del Consiglio Comunale (1879) dello statuto della Scuola ora denominata di Arti e Mestieri.

Un siffatto rinnovamento rivelava una nuova attenzione verso quell'artigianato ormai attento al rinnovamento naturalista e aperto ad una cultura più eterogenea e che proprio nella seconda metà dell'ottocento a Faenza registrava uno straordinario sviluppo nei vari settori sia della ceramica sia del ferro battuto e dell'ebanisteria, ottenendo significativi riconoscimenti in occasione della partecipazione a diverse esposizioni. È del 1907 l'intitolazione della scuola, ora denominata di Disegno e Plastica per Artigiani, a Tornmaso Minardi e la sistemazione in parte degli ambienti di Palazzo Battaglini, provvedimenti questi che cadono proprio nel culmine di quel clima Art nouveau che vede a Faenza il manifestarsi di una stagione eccezionalmente felice.

Lo stile floreale con la grande fioritura che coincise con i primi quindici anni del secolo, essendo strettamente legato alle arti applicate, coinvolse direttamente la Scuola di Disegno che assunse un ruolo determinante proprio in quanto, per la sua matrice politecnicistica, era concepita e vissuta come lavoro collettivo di collaborazione e versatile pratica manuale. I grandi protagonisti dell'arte floreale a Faenza, mentre abitualmente fornivano disegni all'artigianato, facevano capo anche alla Scuola di Disegno: l'architetto Pritelli, il Calzi, così come Baccarini e gli artisti che gravitavano attorno allo stimolante ambiente del "cenacolo" la cui proiezione travalicò i confini della regione. Allo stesso tempo, mentre in altre sedi Gaetano Ballardini poneva le premesse di uno straordinario e grandioso progetto, il ceramista Venturino Minardi tentava inutilmente di organizzare un laboratorio di ceramica annesso alla Scuola di Disegno per sopperire alla carenza di insegnamento in tale settore, ripiegando poi nell'istituzione d'una scuola-laboratorio per la ceramica in un fabbricato annesso al proprio stabilimento.

La direzione della scuola vede succedersi Antonio Berti (1878-1906), l'arch. Vincenzo Pritelli (1906-1910) e Achille Calzi (1911-1919), mentre la cattedra di Disegno viene retta prima dallo stesso Berti poi da Achille Calzi; l'insegnamento di Plastica e Intaglio viene svolto da Massimiliano Campello fino al 1909 poi da Roberto Sella (1909-1914) e da Francesco Nonni; quello di Disegno Geometrico da Vincenzo Pritelli (1878-1909), da Roberto Sella (1909- 1911) e Giovanni Guerrini (1911-1914). In questa stagione felice di Faenza e della Scuola si formarono pressoché tutti i protagonisti del rinnovamento artistico faentino: Domenico Baccarini, Giuseppe Ugonia, Francesco Nonni, Pietro Melandri, Domenico Rambelli, Giovanni Guerrini, Ercole Drei, Orazio Toschi, Riccardo Gatti, Giuseppe Golfieri, che sia pur nei diversi percorsi si rivelarono eccezionalmente versatili e dotati di grande padronanza di mezzi tecnici, manifestando allo stesso tempo di essere debitori per diversi aspetti proprio all'insegnamento della Scuola di Disegno.

Nel primo dopoguerra, mentre si rinnovava l'antico prestigio, si assistette ad un nuovo e significativo contributo della Scuola che assumeva una posizione pilota nella vita artistica faentina - e non solo di quella - per la presenza di personalità di rilievo e di vasta cultura. Se tuttavia l'attività artistico-artigianale del clima Art nouveau si era espressa in una sorta di coralità che scaturiva in parte anche dalla assoluta omogeneità di indirizzi della Scuola, nel dopoguerra non si rinnova un'analoga situazione. Durante la direzione di Roberto Sella (1919-1948) succeduto al Calzi, le attività artistico-artigianali ebbero l'ultima grande fiammata; tuttavia proprio gli indirizzi di Sella tendevano a stimolare senza imporre preferendo lasciare autonomia e libertà d'espressione agli allievi. In questo ambiente si formarono infatti, seguendo i corsi regolari oppure frequentando in certi casi gli studi dei maestri, personalità eterogenee ma di grande levatura quali Franco Gentilini, Serafino Campi, Gianna Boschi, Domenico Matteucci, Giuseppe Tampieri, Tacito Rivieri, Augusto Betti, Claudio Neri. Gli insegnamenti vennero impartiti da Roberto Sella per il Disegno Geometrico (1918-1920) poi sostituito da Giulio Morigi (1920-1953), da Francesco Nonni per la Plastica (1919-1953), ancora da Sella per il Disegno d'Ornato (1920-1948) poi sostituito da Nonni.

Resta in ombra, mai espresso chiaramente e solo talvolta intuibile, una sorta di antagonismo tra la Scuola di Disegno e la nuova Regia Scuola di Ceramica, istituita con decreto nel 1919 legittimando i corsi della Scuola pratica avviati fin dal 1916, quasi che anche sul piano didattico si potesse riproporre la rivalità che aveva contrapposto il Museo delle Ceramiche al Museo Civico al tempo di Calzi. Forse proprio per questo motivo e per l'evidenza degli scarsi vantaggi della rivalità dei due istituti, che lo scultore Ercole Drei nel secondo dopoguerra cercò inutilemente un coinvolgimento del Ministero della Pubblica Istruzione al fine di creare un unico rinnovato Istituto che traendo nuova linfa dalle diverse sinergie, potenziasse le diverse attività in ambito cittadino.

Dopo il breve periodo Nonni (1948-4953) si succedono nella direzione Giuli Morigi (1953-1964), Domenico Matteucci (1965-1975), Giovanni Cimatti (1975-1976), Sergio Saviotti (1976-1991). Dopo Morigi si susseguono nell'insegnamento del diseno geometrico tra il 1953 e il 1958 Augusto Betti, Filippo Monti, Antonio Pozzi, poi Goffredo Gaeta (1958-1963), Sergio Saviotti (1963- 1975), Giovanni Cimatti (1975-1976) e successivamente Mauro Mamini, docente anche di Grafica-progettazione e Storia dell'arte; per la Plastica, dopo l'insegnamento di Nonni, Domenico Matteucci (1953- 1979), Sergio Saviotti (1976- 1991), poi Mauro Mamini; per il Disegno d'ornato, dopo l'insegnamento di Nonni (1 948- 1953), Giulio Morigi (1953- 1962), Goffredo Gaeta (1962-1980), poi Ivana Stanghellini unitamente al corso di Anatomia e Decorazione.

Le vicende della seconda metà del secolo, oltre alla inaugurazione della nuova sede nei locali di via Ughi (1964), segnano un apprezzabile costante tentativo di aggiornamento ai nuovi orientamenti artistici. Cessato ormai il rapporto privilegiato di valenza formativa di schiere di artigiani e operatori artistici, causa la trasformazione economico-sociale negli anni postbellici, la Scuola si è adoperata per rimanere al passo con i tempi stimolando nuovi interessi e aprendo fino dagli anni Ottanta nuovi corsi, come quello di Incisione Calcografica tenuto da Sergio Ferretti e i corsi speciali di Serigrafia e Batik. Attualmente sono attivi corsi serali e pomeridiani di Pittura, Scultura, Incisione, Storia dell'Arte, Decorazione ceramica, a conferma della vitalità dell'Istituzione che in oltre 200 anni di vita ha saputo mantenere un ruolo chiave nelle vicende artistiche faentine.
(testo di Marcella Vitali, tratto da "Faenza nel Novecento". Faenza, Edit, 2003)

 

Scuola Disegno di G. Zauli

P. Saviotti, La scuola di disegno di G. Zauli, disegno a penna. Faenza, Pinacoteca Comunale

 

La scuola Serale

Francesco Nonni, La scuola serale, olio, 1954

 

Corso Pittura

Corso di pittura, anni Ottanta

 

Corso di disegno dal vero, anni Ottanta

 

Aula di scultura

Aula di Scultura , anni Ottanta

 

Aula Corso Pittura

Aula del corso di Pittura, 2007

 

Aula di Xilografia

Aula di Xilografia, 2007

Per informazioni e iscrizioni: Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza - viale Baccarini 19 - 48018 Faenza - Ra Italy- tel. 0546.697304
Per informazioni: Scuola di Disegno Tommaso Minardi - Via Ughi 3 - 48018 Faenza - Ra Italy - tel. 0546.25102

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